La fiducia originaria: lectio divina sul Salmo 22

Riprende sabato 12 gennaio, al Centro Diocesano di Spiritualità di Crema, il ciclo delle lectio sui Salmi tenute da don Roberto Vignolo, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica di Milano.

Il nuovo appuntamento sarà sul Salmo 22 e avrà come tema la fiducia, che oggi è in crisi sia come fede in Dio sia come fiducia negli altri uomini. Leggere e pregare i Salmi ci aiuta a riscoprire la nostra capacità di fidarci e a riaccenderla. Come vivere senza fiducia? Come non cedere allo sconforto e al pessimismo? «Il mio salterio è la mia gioia», diceva S. Agostino. Una fonte di gioia è nascosta nei Salmi, e beato chi la scopre.

Questi incontri al Centro di Spiritualità aiutano ad approfondire la conoscenza del libro dei Salmi, un tesoro della Bibbia che può diventare compagno dell’esistenza. Ricordiamo brevemente alcune letture dei Salmi per farne comprendere la ricchezza.

I Salmi, libro dei poveri. Persone umili e povere, da sempre hanno pregato i Salmi, perché essi sono pervasi dall’annuncio che Dio è dalla loro parte. I Salmi cantano il Messia, il Re autentico che rende giustizia ai poveri e ai piccoli, diversamente dai re della terra, come nel Salmo 72.

Quando Maria, nel vangelo di Luca, canta il Magnificat riprende proprio i Salmi dedicati ai poveri. Anche Gesù era un povero e pregava come un povero, tanto da definire se stesso mite e umile di cuore (cfr. Mt 11,29).

I Salmi, libro della vita. Nei Salmi si ritrovano tutte le sfumature dell’esistenza umana. C’è un rimando continuo dalla vita al testo e dal testo alla vita. Un verso cantato al mattino continua a risuonare tutto il giorno e diventa “lampada sui miei passi” (Salmo 119,105), strumento sicuro ed efficace per scegliere ogni istante la via giusta, decidere. Certi versetti diventano per noi parole buone per la nostra vita, ce ne innamoriamo. Anche Gesù è morto, proprio con un versetto del Salmo 22 sulle labbra. I Salmi possono esprimere tutta una vita anche in un breve frammento. Presso i benedettini a Egmond, nel nord dell’Olanda, sulle tombe dei monaci viene posta una lapide su cui è scolpita una frase, il più delle volte tratta dai Salmi, scelta dalla comunità per riassumere tutta la vicenda del defunto.

I Salmi, libro della fede. Pregare con parole già fatte, come sono i Salmi, è come pompare dell’acqua per mezzo di una pompa aspirante. All’inizio non esce neanche una goccia, ma dopo aver insistito l’acqua arriva. È come un fiume che spalanca dentro di noi un nuovo spazio interiore, ci fa entrare in dimensioni nuove. Nei Salmi si trovano una luce e una speranza che illuminano anche situazioni che sembrano senza via d’uscita, perché ci fanno entrare in dialogo con Dio.

 

Christian Albini

 

“Dal grembo di mia madre”, la fiducia originaria. Lectio divina sul Salmo 22, con don Roberto Vignolo. Centro Diocesano di Spiritualità –  Crema, via Medaglie d’oro 8 –  sabato 12 gennaio ore 16.