GUARIRE DALL’INVIDIA PER VIVERE LA PROSSIMITÀ – 8 maggio

Secondo il filosofo Umberto Galimberti, l’invidia è forse l’unico vizio che non dà piacere, eppure è uno dei più diffusi. Tutti ne fanno esperienza almeno una volta, per il fatto di invidiare o di essere invidiati. È un vero e proprio “male sociale” del nostro tempo.

Scrive Baruch Spinoza nella sua Etica: «L’invidia è quella disposizione che induce l’uomo a godere del male altrui e a rattristarsi, al contrario, dell’altrui bene» (III,24).

Il paradosso dell’invidia è che nasce da una forma di sofferenza: là dove si vive un’impotenza, una distanza dagli altri nell’ineguaglianza scatta un senso di disagio e di rivolta. Il problema è se questa percezione si attorciglia e si incaglia nel risentimento. Sarebbe la spia di una società competitiva, dove tutti sgomitano per un qualche successo, all’insegna del mors tua vita mea, e i falliti sono relegati nell’insignificanza.

L’invidioso si sente escluso da un bene che l’altro che gli è accanto possiede: il bene dell’altro è sofferto come un male proprio. Le persone che ne soffrono nascondono spesso il proprio sentimento, perché lasciarlo trasparire vorrebbe dire dare a vedere la propria impotenza, inferiorità o sofferenza. L’invidia è un veleno che corrompe i rapporti personali e sociali, in quanto rende “cattivo” lo sguardo verso l’altro (ed è appunto questo il significato letterale latino della parola). Distrugge la prossimità; allontana dagli altri, invece di avvicinare.

Diventa allora indispensabile, per il nostro con-vivere, trovare delle terapie per questo male. Ne parlerà, al Centro Diocesano di Spiritualità, il filosofo Giuseppe Fornari, docente all’Università di Bergamo. Allievo e studioso del grande pensatore francese Renè Girard, si è occupato anche di John Locke, Friedrich Nietzsche e Leonardo Da Vinci. Gli interessi di ricerca lo hanno portato verso quegli autori e periodi in cui la riflessione filosofica è strettamente connessa con l’esperienza e l’esistenza umana. Ha trattato il rapporto tra la nostra tradizione ed il retaggio greco e quello cristiano, con uno specifico approfondimento dei presocratici e di Platone in relazione con la moderna filosofia della conoscenza.

L’incontro con il prof. Fornari fa parte del percorso “Tracce di vita buona”, che al Centro di Spiritualità ha già visto alternarsi p. Adalberto Piovano, don Angelo Casati e Sabino Chialà.

Dall’invidia alla prossimità: il rapporto con gli altri

Incontro con Giuseppe Fornari, docente di Filosofia (Università di Bergamo)

Mercoledì 8 maggio 2013, ore 20:45

Centro Diocesano di Spiritualità

Via Medaglie d’oro 8, Crema