20 novembre: p. Adalberto Piovano su orgoglio e vanagloria

Nella nostra società dell’immagine e dell’apparire viene esaltato il peso del nostro Io nella relazione con gli altri: come vogliamo essere visti e quale idea abbiamo di noi stessi?

La tradizione spirituale cristiana ne parla facendo riferimento a due pensieri malvagi, due patologie dello spirito: l’orgoglio e la vanagloria. Sono malattie interiori molto insidiose e presenti. La vanagloria è come un’edera, attaccata a ogni nostra azione: tutto ciò che si fa, lo si fa per farsi vedere, per ostentazione. Essa spinge a dare più importanza al fare e all’apparire che all’essere. Fa dipendere il senso della propria vita dall’applauso altrui. L’Io è al centro del mondo, come un bambino che esige tutti gli sguardi su di sé. Il passo successivo è l’orgoglio di chi mette la fiducia solo in se stesso e si autostima fino all’idolatria, credendosi buono e migliore di chi lo circonda. Diviene arroganza, disprezzo degli altri.

Sono atteggiamenti che vediamo ovunque, nella vita privata e pubblica. Addirittura, sembrano essere incoraggiati e premiati. Come riconoscere questi mali, dentro e fuori di noi, e guarirne per costruire una vita buona in cui non c’è bisogno di prevalere sul prossimo per instaurare relazioni serene, autentiche?

Se ne parla in un incontro, al Centro di Spiritualità, con cui prosegue il percorso “Tracce di vita buona”, giunto alla seconda edizione che è iniziata con una grande partecipazione a ottobre, quando a Crema è venuto per la prima volta don Luigi Verdi della fraternità di Romena.

Ora è la volta, per affrontare il tema dell’orgoglio e della vanagloria, di p. Adalberto Piovano che è monaco benedettino nel monastero della SS. Trinità di Dumenza, di cui è stato per anni priore. È autore di opere sulla spiritualità cristiana, tra cui un ciclo di sette volumi sui pensieri malvagi e il recente Camminare umilmente con Dio. Un percorso spirituale con i padri del deserto (San Paolo). Ha curato inoltre vari testi sulla tradizione spirituale russa.

GUARIRE LE MALATTIE DELLE RELAZIONI: ORGOGLIO E VANAGLORIA

Incontro con p. Adalberto Piovano, monaco di Dumenza

Mercoledì 20 novembre 2013, ore 20:45

Centro di Spiritualità, via Medaglie d’oro 8, 26013 Crema (CR)

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Con i monaci, sui sentieri della fede

SabinoI sentieri della ricerca umana e di fede sono molteplici. Chi appartiene alla vita monastica lo sa bene, nel duplice ascolto della Parola di Dio e delle voci degli uomini, accolti senza giudizio.

Volendo offrire uno spazio di cura della vita interiore, l’Unità Pastorale di San Giacomo – San Bartolomeo di Crema ha invitato quattro monaci,già amici del Centro di Spiritualità e conosciuti per essere esperti nell’arte di aprire lo scrigno delle Scritture e farne emergere i tesori: Sabino Chialà di Bose (attualmente responsabile della fraternità di Ostuni), MichaelDavide Semeraro, il camaldolese Franco Mosconi, e Luca Fallica, priore di Dumenza. Insieme a loro, questi incontri saranno un faccia a faccia con uomini e donne del Nuovo Testamento, per ripercorrere le loro storie di fede. Nell’umanità della Bibbia possiamo riconoscere noi stessi: con le nostre gioie e le speranze, ma anche con i dolori e le angosce. L’ascolto della parola biblica ci aiuta a scoprire, a partire dalle vicende narrate, che si può aprire per tutti noi l’orizzonte della speranza, del perdono, della fiducia, del cambiamento, dell’incontro con Dio.

Gli incontri decisivi nella vicenda della fede si verificano sulle nostre strade, là dove viviamo e camminiamo con gli altri, come fa Gesù con i discepoli di Emmaus.

Il primo appuntamento è con Sabino Chialà, martedì 12 novembre, ore 20:45, alla Sala Ascolto dell’Oratorio di San Giacomo (Crema, piazza Caduti sul Lavoro). Il tema sarà: “Fede e amore: la peccatrice perdonata”, lectio divina su Lc 7,36-50. È un vangelo che ci aiuta a meditare sulla colpa, sulle cadute e sulla forza della misericordia.

Sabino Chialà è biblista e studioso della spiritualità cristiana siriaca antica. Ha curato le antologie: Detti editi e inediti dei padri del deserto (con Lisa Cremaschi, Qiqajon); Isacco di Ninive, Un’umile speranza (Qiqajon); I detti islamici di Gesù(Mondadori). Tra i suoi libri: Silenzi. Ombre e luci del tacere (Qiqajon); L’uomo contemporaneo. Uno sguardo cristiano (Morcelliana).