Lectio divina sul Salmo 51, con Luca Mazzinghi

«L’immaginazione, la sensibilità e la fantasia giocano un ruolo importante nell’analisi di un salmo. Leggere un testo poetico è mettersi nei panni del poeta; leggere un testo poetico come quello dei salmi – che per i credenti sono ispirati da Dio – è calarsi nella fantasia di Dio per cantare la bellezza del mondo, ma in modo tutto speciale per cantare la bellezza di Dio».

Lo scrive Luca Mazzinghi , docente di Esegesi alla Facoltà Teologica di Firenze e al Pontificio Istituto Biblico di Roma, che sarà sabato 5 aprile al Centro Diocesano di Spiritualità di Crema, ore 16, per il ciclo delle lectio sui Salmi. Don Luca condurrà la lectio divina sul Salmo 51.

Lectio divina sui Salmi: Dio e l’uomo in dialogo (8 marzo 2014)

king-david-1951Riprende sabato 8 marzo, al Centro Diocesano di Spiritualità di Crema, ore 16, il ciclo delle lectio sui Salmi. La prima sarà tenuta da don Roberto Vignolo, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica di Milano, sul Salmo 77. Seguiranno le lectio di don Luca Mazzinghi, docente alla Facoltà Teologiche di Firenze il 5 aprile e quella a cura della Piccola Famiglia dell’Annunziata, fondata da don Giuseppe Dossetti, in data 8 maggio 2014.

Questi incontri al Centro di Spiritualità aiutano ad approfondire la conoscenza del libro dei Salmi, un tesoro della Bibbia che può diventare compagno dell’esistenza.

Nei Salmi, Dio e l’uomo sono in stretto dialogo. Lo ricorda il cardinale Gianfranco Ravasi, che proprio sui Salmi ha predicato gli esercizi spirituali in Vaticano, alla presenza di Benedetto XVI, lo scorso anno. Essi sono, dice Ravasi, la rappresentazione perfetta del volto di Dio e del volto dell’uomo. Dietrich Bonhöffer, il celebre teologo martire sotto il nazismo, ha una considerazione molto curiosa a questo riguardo: la Bibbia non è Parola di Dio? E come mai nella Bibbia ci sono i salmi, che sono preghiere e quindi evidentemente parole dell’uomo? Proprio per dimostrare che la rivelazione di Dio non è un soliloquio solitario di Dio nel suo orizzonte dorato, ma è un dialogo e nel dialogo ci dev’essere anche la risposta.

Ricordiamo brevemente alcune letture dei Salmi per farne comprendere la ricchezza.

I Salmi, libro dei poveri. Persone umili e povere, da sempre hanno pregato i Salmi, perché essi sono pervasi dall’annuncio che Dio è dalla loro parte. I Salmi cantano il Messia, il Re autentico che rende giustizia ai poveri e ai piccoli, diversamente dai re della terra, come nel Salmo 72.

Quando Maria, nel vangelo di Luca, canta il Magnificat riprende proprio i Salmi dedicati ai poveri. Anche Gesù era un povero e pregava come un povero, tanto da definire se stesso mite e umile di cuore (cfr. Mt 11,29).

I Salmi, libro della vita. Nei Salmi si ritrovano tutte le sfumature dell’esistenza umana. C’è un rimando continuo dalla vita al testo e dal testo alla vita. Un verso cantato al mattino continua a risuonare tutto il giorno e diventa “lampada sui miei passi” (Salmo 119,105), strumento sicuro ed efficace per scegliere ogni istante la via giusta, decidere. Certi versetti diventano per noi parole buone per la nostra vita, ce ne innamoriamo. Anche Gesù è morto, proprio con un versetto del Salmo 22 sulle labbra. I Salmi possono esprimere tutta una vita anche in un breve frammento. Presso i benedettini a Egmond, nel nord dell’Olanda, sulle tombe dei monaci viene posta una lapide su cui è scolpita una frase, il più delle volte tratta dai Salmi, scelta dalla comunità per riassumere tutta la vicenda del defunto.

I Salmi, libro della fede. Pregare con parole già fatte, come sono i Salmi, è come pompare dell’acqua per mezzo di una pompa aspirante. All’inizio non esce neanche una goccia, ma dopo aver insistito l’acqua arriva. È come un fiume che spalanca dentro di noi un nuovo spazio interiore, ci fa entrare in dimensioni nuove. Nei Salmi si trovano una luce e una speranza che illuminano anche situazioni che sembrano senza via d’uscita, perché ci fanno entrare in dialogo con Dio.