La chiesa in uscita nel Vangelo

Centro Diocesano di Spiritualità                                                                                             Zona Pastorale Urbana

 

“Chiesa in uscita”: tornare al Vangelo per andare verso gli altri

Percorso di lectio divina sulla “Chiesa in uscita” nel Vangelo

Centro diocesano di spiritualità, Crema, via Medaglie d’oro 8

Abbraccio papa  

 

 

 

 

 

Domenica 23 novembre 2014, ore 16-18:30

Gli sconfinamenti di Gesù, lectio su Mt 15,21-38.

guida: don Angelo Casati (autore di testi di argomento biblico, spirituale e poesie)

 

Domenica 22 febbraio 2015, ore 16-18:30 

Seminare con abbondanza, accettando il rischio, lectio su Mc 4,1-9.

guida: p. Paolo Barabino (monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Monteveglio)

 

Domenica 19 aprile 2015, ore 10-18:30, presso il monastero di Viboldone

Inviati ad annunciare il perdono, lectio su Lc 24,35-48.

guida: m. Maria Ignazia Angelini (badessa di Viboldone)

 

Papa Francesco, nell’Evangelii Gaudium, invita la chiesa a convertirsi, a rinnovarsi, per essere più fedele al Vangelo e annunciarlo con credibilità. Una delle immagini più forti che impiega è quella della “chiesa in uscita”, per indicare l’esigenza di una comunità che non è chiusa su stessa, non esclude, ma va verso gli altri in missione, raggiunge le periferie sociali ed esistenziali.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, secondo il metodo della lectio divina, per comprendere che cosa significa essere “chiesa in uscita” a partire dalla Bibbia.

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LA MALATTIA: fragilità del corpo, fragilità interiore e guarigione

«Non si spera mai da soli. Si spera sempre con gli altri e per gli altri».

È possibile sperare in presenza di una grave malattia? Anche quando la medicina non offre prospettive di guarigione? Don Tullio Proserpio, cappellano presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sostiene di sì. Non a partire da una teoria, ma in base a undici anni di presenza accanto ai pazienti e ai loro famigliari. Anche nel contesto emotivamente più sofferto, quello dell’oncologia pediatrica.

«Il nostro compito – osserva don Tullio – è contribuire a mantenere la speranza. E la speranza implica una dinamica relazionale. Abbiamo tutti bisogno di essere accompagnati, tanto più nella malattia. Speriamo se viviamo buone relazioni: i malati aumentano la speranza nel momento in cui si sentono accompagnati, avvertono un beneficio quando qualcuno prega per loro». Persino gli atei non lo rifiutano. In questa presenza c’è una collaborazione anche con il personale medico. È ormai riconosciuto il ruolo positivo della dimensione spirituale nella cura delle patologie oncologiche, è parte integrante del sostegno di cui la persona ha bisogno per la terapia. La salute è anche un compito spirituale. C’è una cura interiore che va di pari passo con quella del corpo.

Don Tullio Proserpio sarà a Crema mercoledì 12 novembre, al Centro Diocesano di Spiritualità. L’incontro fa parte del percorso Abitare la vita, tra fatiche e speranza, in cui sono prese in considerazione quelle situazioni che mettono alla prova il nostro stare al mondo, alla ricerca di sentieri di luce. Si parla di malattia nel contesto di una riflessione sulla fragilità che oggi appare particolarmente acuta e diffusa. La fragilità mette a nudo la nostra vulnerabilità, ma può diventare occasione per intraprendere cammini nuovi.

Di fronte a una malattia grave come il tumore spesso infatti si apre una prospettiva di senso anche per chi dice di essere lontano dalla Chiesa: «Sì, ci capita molto spesso di avere a che fare con persone che si definiscono non credenti o atei. Sono disponibili a dialogare con noi. Noi siamo qui per tutti e non forziamo mai nessuno. Così con sorpresa, abbiamo scoperto assieme a loro, che è possibile fare un percorso che avvicini alle domande più grandi».

Certo, non è mai una strada facile: il tumore ferisce il corpo come l’anima, il timore di non guarire è paralizzante, come quello di avere una vita condizionata dalle terapie: «A noi, sacerdoti, non è dato di trovare le risposte, ma di accompagnare i malati e i familiari in questo percorso, che può portare, alle volte anche a riconciliazioni insperate», spiega ancora don Tullio.

 

LA MALATTIA: FRAGILITÀ DEL CORPO, FRAGILITÀ INTERIORE E GUARIGIONE
Incontro con don Tullio Prosperpio, cappellano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Mercoledì 12 novembre 2014, ore 20:45

Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro 8, Crema