Esperienze di silenzio e ascolto

DSCF3884Narra una leggenda che una notte le farfalle, riunite per una festa, s’interrogavano affascinate su che cosa fosse la luce di una candela proveniente da una casa lontana. Una di loro decise di andare in esplorazione. Più si avvicinava, più si sentiva attratta dalla fiamma, ma senza riuscire ancora a svelarne il mistero, fino a che decise di tuffarsi nel fuoco. Da lontano, le altre farfalle la videro diventare a sua volte luminosa e ardente e la regina disse: «Ora lei è diventata una cosa sola con la fiamma e sa che cos’è».

Anna Maria Canopi, badessa benedettina e autrice di testi spirituali tra i più conosciuti, applica questa leggenda alla preghiera: «Che cos’è la preghiera? Per comprendere che cos’è, bisogna bruciarsi dentro la preghiera, immergersi come in una fiamma che consuma». Non si fanno discorsi sulla preghiera, perché è un’esperienza da vivere.

Il Centro Diocesano di Spiritualità propone nel suo programma, come ogni anno, delle esperienze di immersione nel silenzio e di ascolto della Parola di Dio qui a Crema e presso i luoghi dello spirito con guide sapienti e autorevoli. Sono momenti, occasioni per risvegliare e affinare i nostri sensi interiori assopiti. Il cosmo ha una voce, una musica, un canto – scrive madre Canopi – è pieno di vibrazioni e tutto pervaso dalla presenza di Dio. Come ascoltare questa voce che risuona nel silenzio cosmico? È una voce che è prima del suono e al di là del suono. La sentiamo quando stormiscono le fronde, quando sibila il vento o scroscia la pioggia, la sentiamo nel fremito della natura che si risveglia in primavera e nel gemito degli alberi che si spogliano in autunno. Per metterci in sintonia con questa presenza di Dio attorno a noi, dentro di noi e nella Parola abbiamo bisogno di recuperare un bene sempre più prezioso e raro, nella nostra società del rumore e dell’eccesso d’immagini: il silenzio.

Ecco allora la proposta di una esperienza meditativa silenziosa, domenica 23 ottobre 2016 (ore 16:30-18:00) presso il Centro di spiritualità, in via Medaglie d’oro 8, a Crema. Sarà condotta da SELENE ZORZI, teologa, patrologa, formatrice, guida di ritiri spirituali che l’anno scorso ha già animato due intense e partecipate esperienze di silenzio.

Per entrare invece in uno spazio “altro”, in un tempo “altro”, dove si riscoprono i ritmi della preghiera e si recupera un contatto più profondo con se stessi, per rileggere la propria vita e guardare avanti, la seconda proposta è quella di una giornata di ritiro presso il monastero di Viboldone, domenica 6 novembre. Durante la giornata sarà tenuto un momento di meditazione biblica e di condivisione da don ROBERTO VIGNOLO, biblista e docente presso la Facoltà Teologica di Milano. Il suo approccio aiuta a leggere la Bibbia come “terapia degli affetti” in cui impariamo a dare un nome a ciò che viviamo nel nostro cuore, a convertirlo, a guarirlo. Per partecipare alla giornata di ritiro è necessario comunicarlo avvisando telefonicamente al n. 0373-257128 entro giovedì 3 novembre, specificando se si può mettere a disposizione un’auto per il trasporto. Ritrovo tra le 8:00 e le 8:30 presso il Centro di spiritualità e partenza alle 8:30. Il pranzo sarà al sacco. Durante la giornata ci sarà la celebrazione della Messa e la partecipazione alla preghiera monastica di mezzogiorno. Il ritiro terminerà verso le ore 16:00.

L’abbazia di Viboldone è caratterizzata dagli splendidi affreschi giotteschi della sua chiesa che da novecento anni sono ristoro per gli occhi e per l’anima e le monache praticano l’accoglienza condividendo il loro “segreto”: la vita umana è nutrita dalla preghiera, spiega la badessa Maria Ignazia Angelini. «Dall’entrare in preghiera. Dallo stare in preghiera. Dal radunarsi in preghiera. Dall’ospitare in preghiera l’umano. Che vuol dire: dal ricercare e ascoltare Dio che parla, in ogni realtà – e oltre ogni realtà. La preghiera: spazio ospitale di ogni fame, crogiolo ardente di ogni desiderio del cuore. Respiro e dilatazione di ogni grido dell’animo umano. La preghiera nutre l’uomo, la donna, che acconsentono a entrare – in tutto ciò che vivono, patiscono, sperano – nel Dialogo con Dio. Conosciuto o ignoto. Vicino o assente. Amato o fuggito. Temuto e desiderato. Tra invocazione e grido. Talora, urlo».

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