Esperienza di ascolto presso il monastero di Viboldone

Viboldone“L’ascolto è la prima ospitalità. E’ ospitalità che, corpo e anima, possiamo offrire anche lungo la via e ai bordi delle strade, quando non abbiamo da offrire né tetto, né fuoco, né coperte. E può essere offerta ad ogni istante.
E l’ultima ospitalità, quella del Signore, non sarà forse cadere, vertiginosamente, nell’ascolto luminoso del Verbo, ascoltandolo parlare, parlando per ascoltarlo? L’ascolto è gravido di eternità”. (J.L. Cherétien)

Domenica 12 novembre 2017
giornata di ritiro presso il
monastero di Viboldone

Scarica il programma

Scarica gli spunti di riflessione di don Roberto Vignolo

Ri-Educare alla speranza

“Un po’ di possibile, sennò soffoco”. Questa frase del filosofo francese Gilles Deleuze rivela una profonda verità sull’umano: l’uomo, per vivere, ha bisogno di respirare l’aria della possibilità, ovvero di quella dimensione di apertura verso il futuro che permette a ciascuno di decidere quali strade intraprendere, potendo così al contempo decidersi per che tipo di persona essere. L’uomo, infatti, è essenzialmente “pro-getto” e, in tal senso, “gettato in avanti”: attraverso le scelte che pone in atto realizza un pezzo del suo futuro dicendo al contempo qualcosa di sé e, nel bene o nel male, del proprio desiderio di cambiare.Speranza
Ma ci sono delle esperienze e delle situazioni nella vita che, agli occhi degli altri e di se stessi, sembrano definirci in modo necessario e irrevocabile, precludendo la possibilità stessa di pensare e di pensarsi in modo diverso: in una parola, di sperare. Una di queste esperienze è quella carceraria, in cui troppo spesso il detenuto viene definito come una persona ormai “persa”, dalla sorte segnata.
C’è chi non si rassegna a questa visione carica di pregiudizi, ma decide di dedicare la propria vita e il proprio ministero all’annuncio della buona notizia di Gesù per l’umanità ferita: quella di una redenzione dell’umano che sa raggiungere ogni uomo a prescindere dalla situazione in cui si trova. Una redenzione che trova il suo spazio di azione in quei gesti “generatori di speranza” messi in atto da Gesù stesso e che ogni cristiano è chiamato a vivere nei confronti del prossimo: il modo in cui Lui ha guardato, chiamato, ascoltato, amato ogni uomo, anche il più di-sperato.
Don Matteo Mioni è uno di questi coraggiosi uomini della speranza: docente di Teologia all’Istituto di Scienze Religiose di Reggio Emilia e cappellano della Casa Circondariale di Reggio Emilia “La Pulce”, unisce in sé l’anima del biblista con quella del sacerdote a contatto ogni giorno con le storie e i volti chi chiede di non essere dimenticato, ma ri-conosciuto e ri-abilitato a sperare in un futuro migliore. Ci metteremo in ascolto della sua acuta riflessione e della sua ricca esperienza personale al fine di ri-educarci alla speranza. Perché la redenzione dell’umano è possibile. Sempre.

Mioni

DON MATTEO MIONI è docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto di Scienze Religiose di Reggio Emilia e cappellano della Casa Circondariale di Reggio Emilia “La Pulce”.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Lavanda dei piedi profezia dell’amore, San Lorenzo, Reggio Emilia 2010
  • Fede dei non credenti, l’incredulità dei credenti, San Lorenzo, Reggio Emilia 2013.

Scarica l’invito

Giovedì 26 ottobre 2017, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Programma Centro Diocesano di Spiritualità di Crema 2017/2018

Futuro interiore: la Speranza tra ritorni e attese

Scarica il programma 2017/2018

centro-spiritualitàIl filosofo e rabbino Jacob Taubes ha scritto: “Il futuro autentico (…) non è oggetto di conoscenza, ma solo di speranza”. Nel suo senso originario, la parola speranza rimanda alla tensione verso una meta, un “oltre” che secondo Taubes si colloca nel futuro e che solo attraverso l’esercizio dello sperare si rende autenticamente accessibile. La speranza diventa così una forma di relazione con ciò che sta al di là del puro dato presente della vita dell’uomo e, in tal senso, il suo esercizio quotidiano assume i contorni di un’esperienza spirituale in grado di illuminare l’oggi donandogli una direzione da percorrere, un senso. In essa, infatti, l’uomo può sperimentare su di sé e dentro di sé quelle forme di trascendenza dell’“ora” in grado di rendere quel “non ancora” intravisto un “già” più vicino alla sua vita: dalla dimensione del progetto e dell’attesa, all’esercizio buono della propria libertà al fine di rendere quel futuro sempre più presente.
In una società che sembra essersi accomiatata dal futuro, preferendo la “navigazione a vista” con uno sguardo corto sul presente, da più parti si levano voci che evocano un ritorno alla speranza, tra cui quella di papa Francesco che ha invitato, sin dai primi mesi di pontificato, a “non lasciarsi rubare la speranza”.
In tal orizzonte, il Centro Diocesano di Spiritualità propone quest’anno un percorso di crescita umana e spirituale alla riscoperta di questa virtù dimenticata, ma necessaria per la piena realizzazione di ogni uomo.

Buon cammino a tutti.

Sperare per tutti: una S. Messa per Christian Albini

Christian-AlbiniNell’ultimo post, pubblicato sul suo blog dal titolo significativo “Sperare per tutti”, Christian Albini, coordinatore del Centro Diocesano di Spiritualità di Crema sino alla sua prematura scomparsa avvenuta lo scorso gennaio, così scriveva: “La pace spesso non c’è. Vivere è anche lottare per conservare la speranza. Soli con la speranza, quando è tutto ciò che hai. La battaglia della fede è anche perseverare a sperare, anche quando la speranza è un filo esile o manca del tutto”.
Conservare la speranza, coltivare strenuamente, anche nella fatica della solitudine e nella fragilità, un legame con lei… questo uno dei lasciti spirituali più significativi della riflessione incarnata “di” e “da” Christian: un dono da non disperdere, ma da coltivare affinché porti buoni frutti nella vita dell’uomo. Con questa consapevolezza, il Centro dedicherà al tema della Speranza le iniziative di quest’anno pastorale 2017-2018 delle quali verranno offerte maggiori informazioni nelle prossime settimane.
Nel frattempo, l’equipe del Centro di Spiritualità invita tutti a partecipare ad una celebrazione eucaristica in ricordo del caro Christian che si terrà Mercoledì 27 settembre  2017 alle ore 21.00 presso la sede del Centro, in via Medaglie d’oro 8 a Crema. Sarà l’occasione per ricordare Christian, metterci in ascolto della Parola e condividere il memoriale della Speranza che si è fatta carne. Per tutti.

Mercoledì 27 settembre 2017, ore 21.00
Centro Diocesano di Spiritualità – via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Vedere oltre le proprie ombre: senso di colpa e peccato

Senso-di-colpaL’atto del vedere rimanda, per sua naturale costituzione, a ciò che è altro da colui che vede: porta fuori di sé. Detto altrimenti, la visione è esperienza significativa di relazione: è un vedere l’altro nel quale si fa strada la possibilità di un vedere oltre, di abitare con uno sguardo spirituale la realtà e le relazioni che contraddistinguono il nostro quotidiano, intuendo in esse l’agire di Dio nella storia personale e collettiva di ciascuno. In questo orizzonte, anche la dimensione più profonda ed intima dell’io diventa un’alterità da interrogare e con la quale entrare in dialogo. Se infatti, riprendendo S. Agostino, «nell’uomo interiore abita la verità», una delle più profonde verità che abitano l’animo umano è quella esplicitata da Freud nella famosa espressione secondo cui «l’io non è padrone in casa propria»: esso si trova, nel dinamismo tra conscio e inconscio, a fronteggiare e a dialogare con il proprio passato che assume i contorni delle scelte compiute, un passato che sa parlare al presente e al futuro, implicitamente o esplicitamente, anche attraverso la voce del senso di colpa, del peccato, della fragilità e del limite che contraddistingue l’umano. Ma che cos’è, rettamente inteso in questa dinamica interiore, il peccato? Il senso di colpa, che sa ricordare il male compiuto, va considerato solo negativamente oppure può essere occasione e luogo di crescita umana e spirituale con la sua capacità di richiamare al bene? Di fronte alla nostra fragilità e i nostri limiti, con la loro capacità di dirci il nostro “non bastare a noi stessi”, dobbiamo frettolosamente concludere a una visione pessimistica della vita oppure essi sono condizione di possibilità dell’incontro con l’altro? Ci lasceremo guidare su questi temi dall’attenta e acuta riflessione di padre Giovanni Cucci. Insieme sonderemo la profondità dell’animo umano cercando di scorgere in esso, pur tra i suoi lati oscuri, le tracce di risurrezione che lì vi abitano.

Cucci

P. GIOVANNI CUCCI insegna filosofia e psicologia all’Università Gregoriana ed è scrittore della rivista La Civiltà Cattolica.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Esperienza religiosa e psicologia, Elledici, 2009;
  • La forza della debolezza, AdP, 2011
  • Il fascino del male, AdP, 2012
  • Abitare lo spazio della fragilità, Ancora, 2014
  • Altruismo e gratuità, Cittadella, 2015
  • Consigliare i dubbiosi, EMI, 2015
  • I luoghi dell’umano. Tra complessità, fragilità, trascendenza, AdP, 2016.

Scarica l’invito

Giovedì 18 maggio 2017, ore 20.45
Centro Diocesano di Spiritualità – via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Vedere oltre lo schermo: le reti e le relazioni

Gran parte della nostra vita ruota ormai attorno alle reti e ai social network, strumenti potenti che ci offrono possibilità di comunicazione senza precedenti. Ma anche strumenti pericolosi. Ormai è noto come le reti siano spazi in cui proliferano notizie false, bullismo digitale, una comunicazione spesso violenta e irrispettosa dell’altro.
È possibile fare sì che le reti siano strumenti al servizio di relazioni autentiche?
È possibile addirittura parlare di una spiritualità delle reti e della comunicazione digitale?
Ne parleremo con Silvano Petrosino, pensatore che ha dedicato importanti riflessioni proprio alla comunicazione.

petrosino

SILVANO PETROSINO è docente di filosofia presso l’Università Cattolica di Milano. Ha tradotto in italiano importanti saggi di Emmanuel Lévinas, uno dei massimi pensatori del Novecento.

Tra i suoi libri:

  • Il magnifico segno. Comunicazione, esperienza, narrazione (San Paolo)
  • L’idolo. Teoria di una tentazione (Mimesis)
  • Pane e spirito (Vita e Pensiero)
  • L’esperienza della parola. Testo, moralità, scrittura (Vita e Pensiero).

Mercoledì 18 gennaio 2017, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità – Via Medaglie d’oro, 8 – Crema