Ri-Educare alla speranza

“Un po’ di possibile, sennò soffoco”. Questa frase del filosofo francese Gilles Deleuze rivela una profonda verità sull’umano: l’uomo, per vivere, ha bisogno di respirare l’aria della possibilità, ovvero di quella dimensione di apertura verso il futuro che permette a ciascuno di decidere quali strade intraprendere, potendo così al contempo decidersi per che tipo di persona essere. L’uomo, infatti, è essenzialmente “pro-getto” e, in tal senso, “gettato in avanti”: attraverso le scelte che pone in atto realizza un pezzo del suo futuro dicendo al contempo qualcosa di sé e, nel bene o nel male, del proprio desiderio di cambiare.Speranza
Ma ci sono delle esperienze e delle situazioni nella vita che, agli occhi degli altri e di se stessi, sembrano definirci in modo necessario e irrevocabile, precludendo la possibilità stessa di pensare e di pensarsi in modo diverso: in una parola, di sperare. Una di queste esperienze è quella carceraria, in cui troppo spesso il detenuto viene definito come una persona ormai “persa”, dalla sorte segnata.
C’è chi non si rassegna a questa visione carica di pregiudizi, ma decide di dedicare la propria vita e il proprio ministero all’annuncio della buona notizia di Gesù per l’umanità ferita: quella di una redenzione dell’umano che sa raggiungere ogni uomo a prescindere dalla situazione in cui si trova. Una redenzione che trova il suo spazio di azione in quei gesti “generatori di speranza” messi in atto da Gesù stesso e che ogni cristiano è chiamato a vivere nei confronti del prossimo: il modo in cui Lui ha guardato, chiamato, ascoltato, amato ogni uomo, anche il più di-sperato.
Don Matteo Mioni è uno di questi coraggiosi uomini della speranza: docente di Teologia all’Istituto di Scienze Religiose di Reggio Emilia e cappellano della Casa Circondariale di Reggio Emilia “La Pulce”, unisce in sé l’anima del biblista con quella del sacerdote a contatto ogni giorno con le storie e i volti chi chiede di non essere dimenticato, ma ri-conosciuto e ri-abilitato a sperare in un futuro migliore. Ci metteremo in ascolto della sua acuta riflessione e della sua ricca esperienza personale al fine di ri-educarci alla speranza. Perché la redenzione dell’umano è possibile. Sempre.

Mioni

DON MATTEO MIONI è docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto di Scienze Religiose di Reggio Emilia e cappellano della Casa Circondariale di Reggio Emilia “La Pulce”.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Lavanda dei piedi profezia dell’amore, San Lorenzo, Reggio Emilia 2010
  • Fede dei non credenti, l’incredulità dei credenti, San Lorenzo, Reggio Emilia 2013.

Scarica l’invito

Giovedì 26 ottobre 2017, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

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