Sperare per tutti: una S. Messa per Christian Albini

Christian-AlbiniNell’ultimo post, pubblicato sul suo blog dal titolo significativo “Sperare per tutti”, Christian Albini, coordinatore del Centro Diocesano di Spiritualità di Crema sino alla sua prematura scomparsa avvenuta lo scorso gennaio, così scriveva: “La pace spesso non c’è. Vivere è anche lottare per conservare la speranza. Soli con la speranza, quando è tutto ciò che hai. La battaglia della fede è anche perseverare a sperare, anche quando la speranza è un filo esile o manca del tutto”.
Conservare la speranza, coltivare strenuamente, anche nella fatica della solitudine e nella fragilità, un legame con lei… questo uno dei lasciti spirituali più significativi della riflessione incarnata “di” e “da” Christian: un dono da non disperdere, ma da coltivare affinché porti buoni frutti nella vita dell’uomo. Con questa consapevolezza, il Centro dedicherà al tema della Speranza le iniziative di quest’anno pastorale 2017-2018 delle quali verranno offerte maggiori informazioni nelle prossime settimane.
Nel frattempo, l’equipe del Centro di Spiritualità invita tutti a partecipare ad una celebrazione eucaristica in ricordo del caro Christian che si terrà Mercoledì 27 settembre  2017 alle ore 21.00 presso la sede del Centro, in via Medaglie d’oro 8 a Crema. Sarà l’occasione per ricordare Christian, metterci in ascolto della Parola e condividere il memoriale della Speranza che si è fatta carne. Per tutti.

Mercoledì 27 settembre 2017, ore 21.00
Centro Diocesano di Spiritualità – via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Vedere oltre le proprie ombre: senso di colpa e peccato

Senso-di-colpaL’atto del vedere rimanda, per sua naturale costituzione, a ciò che è altro da colui che vede: porta fuori di sé. Detto altrimenti, la visione è esperienza significativa di relazione: è un vedere l’altro nel quale si fa strada la possibilità di un vedere oltre, di abitare con uno sguardo spirituale la realtà e le relazioni che contraddistinguono il nostro quotidiano, intuendo in esse l’agire di Dio nella storia personale e collettiva di ciascuno. In questo orizzonte, anche la dimensione più profonda ed intima dell’io diventa un’alterità da interrogare e con la quale entrare in dialogo. Se infatti, riprendendo S. Agostino, «nell’uomo interiore abita la verità», una delle più profonde verità che abitano l’animo umano è quella esplicitata da Freud nella famosa espressione secondo cui «l’io non è padrone in casa propria»: esso si trova, nel dinamismo tra conscio e inconscio, a fronteggiare e a dialogare con il proprio passato che assume i contorni delle scelte compiute, un passato che sa parlare al presente e al futuro, implicitamente o esplicitamente, anche attraverso la voce del senso di colpa, del peccato, della fragilità e del limite che contraddistingue l’umano. Ma che cos’è, rettamente inteso in questa dinamica interiore, il peccato? Il senso di colpa, che sa ricordare il male compiuto, va considerato solo negativamente oppure può essere occasione e luogo di crescita umana e spirituale con la sua capacità di richiamare al bene? Di fronte alla nostra fragilità e i nostri limiti, con la loro capacità di dirci il nostro “non bastare a noi stessi”, dobbiamo frettolosamente concludere a una visione pessimistica della vita oppure essi sono condizione di possibilità dell’incontro con l’altro? Ci lasceremo guidare su questi temi dall’attenta e acuta riflessione di padre Giovanni Cucci. Insieme sonderemo la profondità dell’animo umano cercando di scorgere in esso, pur tra i suoi lati oscuri, le tracce di risurrezione che lì vi abitano.

Cucci

P. GIOVANNI CUCCI insegna filosofia e psicologia all’Università Gregoriana ed è scrittore della rivista La Civiltà Cattolica.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Esperienza religiosa e psicologia, Elledici, 2009;
  • La forza della debolezza, AdP, 2011
  • Il fascino del male, AdP, 2012
  • Abitare lo spazio della fragilità, Ancora, 2014
  • Altruismo e gratuità, Cittadella, 2015
  • Consigliare i dubbiosi, EMI, 2015
  • I luoghi dell’umano. Tra complessità, fragilità, trascendenza, AdP, 2016.

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Giovedì 18 maggio 2017, ore 20.45
Centro Diocesano di Spiritualità – via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Vedere oltre lo schermo: le reti e le relazioni

Gran parte della nostra vita ruota ormai attorno alle reti e ai social network, strumenti potenti che ci offrono possibilità di comunicazione senza precedenti. Ma anche strumenti pericolosi. Ormai è noto come le reti siano spazi in cui proliferano notizie false, bullismo digitale, una comunicazione spesso violenta e irrispettosa dell’altro.
È possibile fare sì che le reti siano strumenti al servizio di relazioni autentiche?
È possibile addirittura parlare di una spiritualità delle reti e della comunicazione digitale?
Ne parleremo con Silvano Petrosino, pensatore che ha dedicato importanti riflessioni proprio alla comunicazione.

petrosino

SILVANO PETROSINO è docente di filosofia presso l’Università Cattolica di Milano. Ha tradotto in italiano importanti saggi di Emmanuel Lévinas, uno dei massimi pensatori del Novecento.

Tra i suoi libri:

  • Il magnifico segno. Comunicazione, esperienza, narrazione (San Paolo)
  • L’idolo. Teoria di una tentazione (Mimesis)
  • Pane e spirito (Vita e Pensiero)
  • L’esperienza della parola. Testo, moralità, scrittura (Vita e Pensiero).

Mercoledì 18 gennaio 2017, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità – Via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Il ritorno alla casa del Padre di un caro amico

Il giorno 9 gennaio 2017 Christian Albini è tornato alla casa del Padre dopo una lunga malattia.

Christian è stato per anni impegnato nel gruppo di lavoro che coordina il Centro Diocesano di Spiritualità di Crema, ma soprattutto, è stato un caro amico sempre attento e attivo nelle varie iniziative che, nel corso degli anni, il nostro Centro ha proposto.

Anche questo sito è stato creato e gestito con dedizione e pazienza da Christian.

Grazie di vero cuore, Christian, per tutto ciò che ci ha saputo donare in questi anni, in cui il Padre di infinita misericordia ti ha posto al nostro fianco per camminare insieme.

CAlbini

L’altro e la differenza: incontro con Lidia Maggi

Il diverso è una minaccia o una ricchezza? Qual è il messaggio del Vangelo sulla diversità?

Oggi la convivenza nel pluralismo è sempre più convivenza tra le differenze. Eppure, ci accorgiamo che accettare l’altro quando è diverso da noi per la sua identità (sessuale, culturale, etica, politica) e le sue convinzioni è difficile: il rapporto tra maschile e femskmbt_c25315071715130_lminile nella coppia, tra cittadini che non condividono le stesse provenienze e tradizioni, tra persone che seguono codici morali nei quali non ci riconosciamo… Spesso sembra che il diverso sia una minaccia e che queste situazioni siano degli scontri in cui bisogna vincere per non essere cancellati. D’altra parte, il Vangelo ci presenta Gesù come uomo che “sconfinava”, che riusciva a incontrare gli altri, nella loro diversità, senza pregiudizi. Insieme, proveremo a riflettere su come la fede cristiana ci educa a vivere sulle frontiere.
Ne parleremo in un

Incontro con LIDIA MAGGI, teologa e pastora battista

VEDERE PIU’ LONTANO IL VOLTO DELL’UOMO: L’ALTRO E LA DIFFERENZA

Lunedì 21 novembre 2016, ore 20:45

Centro di Spiritualità, via Medaglie d’oro 8, 26013 Crema (CR)

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Lidia Maggi e teologa e pastore della Chiesa Battista di Varese. Tiene conferenze in tutta Italia su temi riguardanti Bibbia, religione, spiritualità ed è autrice di diversi libri, tra i quali: Elogio dell’amore imperfetto (Cittadella); Giobbe. Il dolore del mondo (Cittadella); Le donne di Dio. Pagine bibliche al femminile (Claudiana); L’evangelo delle donne. Figure femminili nel Nuovo Testamento (Claudiana).

Esperienze di silenzio e ascolto

DSCF3884Narra una leggenda che una notte le farfalle, riunite per una festa, s’interrogavano affascinate su che cosa fosse la luce di una candela proveniente da una casa lontana. Una di loro decise di andare in esplorazione. Più si avvicinava, più si sentiva attratta dalla fiamma, ma senza riuscire ancora a svelarne il mistero, fino a che decise di tuffarsi nel fuoco. Da lontano, le altre farfalle la videro diventare a sua volte luminosa e ardente e la regina disse: «Ora lei è diventata una cosa sola con la fiamma e sa che cos’è».

Anna Maria Canopi, badessa benedettina e autrice di testi spirituali tra i più conosciuti, applica questa leggenda alla preghiera: «Che cos’è la preghiera? Per comprendere che cos’è, bisogna bruciarsi dentro la preghiera, immergersi come in una fiamma che consuma». Non si fanno discorsi sulla preghiera, perché è un’esperienza da vivere.

Il Centro Diocesano di Spiritualità propone nel suo programma, come ogni anno, delle esperienze di immersione nel silenzio e di ascolto della Parola di Dio qui a Crema e presso i luoghi dello spirito con guide sapienti e autorevoli. Sono momenti, occasioni per risvegliare e affinare i nostri sensi interiori assopiti. Il cosmo ha una voce, una musica, un canto – scrive madre Canopi – è pieno di vibrazioni e tutto pervaso dalla presenza di Dio. Come ascoltare questa voce che risuona nel silenzio cosmico? È una voce che è prima del suono e al di là del suono. La sentiamo quando stormiscono le fronde, quando sibila il vento o scroscia la pioggia, la sentiamo nel fremito della natura che si risveglia in primavera e nel gemito degli alberi che si spogliano in autunno. Per metterci in sintonia con questa presenza di Dio attorno a noi, dentro di noi e nella Parola abbiamo bisogno di recuperare un bene sempre più prezioso e raro, nella nostra società del rumore e dell’eccesso d’immagini: il silenzio.

Ecco allora la proposta di una esperienza meditativa silenziosa, domenica 23 ottobre 2016 (ore 16:30-18:00) presso il Centro di spiritualità, in via Medaglie d’oro 8, a Crema. Sarà condotta da SELENE ZORZI, teologa, patrologa, formatrice, guida di ritiri spirituali che l’anno scorso ha già animato due intense e partecipate esperienze di silenzio.

Per entrare invece in uno spazio “altro”, in un tempo “altro”, dove si riscoprono i ritmi della preghiera e si recupera un contatto più profondo con se stessi, per rileggere la propria vita e guardare avanti, la seconda proposta è quella di una giornata di ritiro presso il monastero di Viboldone, domenica 6 novembre. Durante la giornata sarà tenuto un momento di meditazione biblica e di condivisione da don ROBERTO VIGNOLO, biblista e docente presso la Facoltà Teologica di Milano. Il suo approccio aiuta a leggere la Bibbia come “terapia degli affetti” in cui impariamo a dare un nome a ciò che viviamo nel nostro cuore, a convertirlo, a guarirlo. Per partecipare alla giornata di ritiro è necessario comunicarlo avvisando telefonicamente al n. 0373-257128 entro giovedì 3 novembre, specificando se si può mettere a disposizione un’auto per il trasporto. Ritrovo tra le 8:00 e le 8:30 presso il Centro di spiritualità e partenza alle 8:30. Il pranzo sarà al sacco. Durante la giornata ci sarà la celebrazione della Messa e la partecipazione alla preghiera monastica di mezzogiorno. Il ritiro terminerà verso le ore 16:00.

L’abbazia di Viboldone è caratterizzata dagli splendidi affreschi giotteschi della sua chiesa che da novecento anni sono ristoro per gli occhi e per l’anima e le monache praticano l’accoglienza condividendo il loro “segreto”: la vita umana è nutrita dalla preghiera, spiega la badessa Maria Ignazia Angelini. «Dall’entrare in preghiera. Dallo stare in preghiera. Dal radunarsi in preghiera. Dall’ospitare in preghiera l’umano. Che vuol dire: dal ricercare e ascoltare Dio che parla, in ogni realtà – e oltre ogni realtà. La preghiera: spazio ospitale di ogni fame, crogiolo ardente di ogni desiderio del cuore. Respiro e dilatazione di ogni grido dell’animo umano. La preghiera nutre l’uomo, la donna, che acconsentono a entrare – in tutto ciò che vivono, patiscono, sperano – nel Dialogo con Dio. Conosciuto o ignoto. Vicino o assente. Amato o fuggito. Temuto e desiderato. Tra invocazione e grido. Talora, urlo».

Vedere più lontano il volto di Dio: l’Islam

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Incontro con GUIDO DOTTI, monaco di Bose

Cristiani e musulmani possono incontrarsi e convivere? La spiritualità islamica ha qualcosa da dire ai cristiani? La fede divide o aiuta a vincere l’odio?

“Credente in Gesù e innamorato dell’Islam”, si è definito il gesuita Paolo Dall’Oglio. L’Islam è ormai una presenza fissa nelle nostre cronache e nella nostra convivenza quotidiana. Molto spesso è associata a paure e tensioni. Ma noi conosciamo davvero la fede dei musulmani? La spiritualità ci aiuta ad avvicinarci, al di là delle differenze tra le religioni? L’Islam ci può aiutare a vedere il volto di Dio, se guardiamo più lontano, oltre ciò che ci divide? Cerchiamo una risposta non nella teoria, ma nell’esperienza: quella dei monaci di Tibhirine (resi noti dal film Uomini di Dio) che sono andati incontro alla morte per solidarietà con il popolo d’Algeria. Scrive uno di loro: “In fondo al nostro pozzo cosa troveremo? Acqua musulmana o acqua cristiana? In fondo a questo pozzo è l’acqua di Dio”. Guido Dotti conosce bene la loro vicenda per aver curato l’edizione italiana dei loro scritti. Inoltre, lui stesso da anni partecipa a un’esperienza internazionale di dialogo tra sciiti e monaci cristiani con incontri in Gran Bretagna, ad Assisi e a Qom in Iran: “Se insieme lavoriamo per la pace, mostriamo la bellezza di Dio”.

Guido Dotti è monaco presso il monastero di Bose e delegato per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della diocesi di Biella. Ha curato per la casa editrice Qiqajon l’edizione italiana di importanti testi di spiritualità contemporanea, tra cui: Christian de Chergè e i monaci di Tibhirine, Più forti dell’odio; Dag Hammarskjöld, Tracce di cammino; Thomas Merton, La pace nell’era postcristiana.

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20 September 2016, Coatbridge, Scotland: Guido Dotti, Italy, participated in the World Council of Churches consultation on spirituality, worship and mission – Searching for ecumenical spirituality of the Pilgrimage of Justice and Peace. The consultation was convened by the World Council of Chuches, at the Conforti Institute in Coatbridge, Scotland.