L’altro e la differenza: incontro con Lidia Maggi

Il diverso è una minaccia o una ricchezza? Qual è il messaggio del Vangelo sulla diversità?

Oggi la convivenza nel pluralismo è sempre più convivenza tra le differenze. Eppure, ci accorgiamo che accettare l’altro quando è diverso da noi per la sua identità (sessuale, culturale, etica, politica) e le sue convinzioni è difficile: il rapporto tra maschile e femskmbt_c25315071715130_lminile nella coppia, tra cittadini che non condividono le stesse provenienze e tradizioni, tra persone che seguono codici morali nei quali non ci riconosciamo… Spesso sembra che il diverso sia una minaccia e che queste situazioni siano degli scontri in cui bisogna vincere per non essere cancellati. D’altra parte, il Vangelo ci presenta Gesù come uomo che “sconfinava”, che riusciva a incontrare gli altri, nella loro diversità, senza pregiudizi. Insieme, proveremo a riflettere su come la fede cristiana ci educa a vivere sulle frontiere.
Ne parleremo in un

Incontro con LIDIA MAGGI, teologa e pastora battista

VEDERE PIU’ LONTANO IL VOLTO DELL’UOMO: L’ALTRO E LA DIFFERENZA

Lunedì 21 novembre 2016, ore 20:45

Centro di Spiritualità, via Medaglie d’oro 8, 26013 Crema (CR)

lidia-maggi

Lidia Maggi e teologa e pastore della Chiesa Battista di Varese. Tiene conferenze in tutta Italia su temi riguardanti Bibbia, religione, spiritualità ed è autrice di diversi libri, tra i quali: Elogio dell’amore imperfetto (Cittadella); Giobbe. Il dolore del mondo (Cittadella); Le donne di Dio. Pagine bibliche al femminile (Claudiana); L’evangelo delle donne. Figure femminili nel Nuovo Testamento (Claudiana).

Esperienze di silenzio e ascolto

DSCF3884Narra una leggenda che una notte le farfalle, riunite per una festa, s’interrogavano affascinate su che cosa fosse la luce di una candela proveniente da una casa lontana. Una di loro decise di andare in esplorazione. Più si avvicinava, più si sentiva attratta dalla fiamma, ma senza riuscire ancora a svelarne il mistero, fino a che decise di tuffarsi nel fuoco. Da lontano, le altre farfalle la videro diventare a sua volte luminosa e ardente e la regina disse: «Ora lei è diventata una cosa sola con la fiamma e sa che cos’è».

Anna Maria Canopi, badessa benedettina e autrice di testi spirituali tra i più conosciuti, applica questa leggenda alla preghiera: «Che cos’è la preghiera? Per comprendere che cos’è, bisogna bruciarsi dentro la preghiera, immergersi come in una fiamma che consuma». Non si fanno discorsi sulla preghiera, perché è un’esperienza da vivere.

Il Centro Diocesano di Spiritualità propone nel suo programma, come ogni anno, delle esperienze di immersione nel silenzio e di ascolto della Parola di Dio qui a Crema e presso i luoghi dello spirito con guide sapienti e autorevoli. Sono momenti, occasioni per risvegliare e affinare i nostri sensi interiori assopiti. Il cosmo ha una voce, una musica, un canto – scrive madre Canopi – è pieno di vibrazioni e tutto pervaso dalla presenza di Dio. Come ascoltare questa voce che risuona nel silenzio cosmico? È una voce che è prima del suono e al di là del suono. La sentiamo quando stormiscono le fronde, quando sibila il vento o scroscia la pioggia, la sentiamo nel fremito della natura che si risveglia in primavera e nel gemito degli alberi che si spogliano in autunno. Per metterci in sintonia con questa presenza di Dio attorno a noi, dentro di noi e nella Parola abbiamo bisogno di recuperare un bene sempre più prezioso e raro, nella nostra società del rumore e dell’eccesso d’immagini: il silenzio.

Ecco allora la proposta di una esperienza meditativa silenziosa, domenica 23 ottobre 2016 (ore 16:30-18:00) presso il Centro di spiritualità, in via Medaglie d’oro 8, a Crema. Sarà condotta da SELENE ZORZI, teologa, patrologa, formatrice, guida di ritiri spirituali che l’anno scorso ha già animato due intense e partecipate esperienze di silenzio.

Per entrare invece in uno spazio “altro”, in un tempo “altro”, dove si riscoprono i ritmi della preghiera e si recupera un contatto più profondo con se stessi, per rileggere la propria vita e guardare avanti, la seconda proposta è quella di una giornata di ritiro presso il monastero di Viboldone, domenica 6 novembre. Durante la giornata sarà tenuto un momento di meditazione biblica e di condivisione da don ROBERTO VIGNOLO, biblista e docente presso la Facoltà Teologica di Milano. Il suo approccio aiuta a leggere la Bibbia come “terapia degli affetti” in cui impariamo a dare un nome a ciò che viviamo nel nostro cuore, a convertirlo, a guarirlo. Per partecipare alla giornata di ritiro è necessario comunicarlo avvisando telefonicamente al n. 0373-257128 entro giovedì 3 novembre, specificando se si può mettere a disposizione un’auto per il trasporto. Ritrovo tra le 8:00 e le 8:30 presso il Centro di spiritualità e partenza alle 8:30. Il pranzo sarà al sacco. Durante la giornata ci sarà la celebrazione della Messa e la partecipazione alla preghiera monastica di mezzogiorno. Il ritiro terminerà verso le ore 16:00.

L’abbazia di Viboldone è caratterizzata dagli splendidi affreschi giotteschi della sua chiesa che da novecento anni sono ristoro per gli occhi e per l’anima e le monache praticano l’accoglienza condividendo il loro “segreto”: la vita umana è nutrita dalla preghiera, spiega la badessa Maria Ignazia Angelini. «Dall’entrare in preghiera. Dallo stare in preghiera. Dal radunarsi in preghiera. Dall’ospitare in preghiera l’umano. Che vuol dire: dal ricercare e ascoltare Dio che parla, in ogni realtà – e oltre ogni realtà. La preghiera: spazio ospitale di ogni fame, crogiolo ardente di ogni desiderio del cuore. Respiro e dilatazione di ogni grido dell’animo umano. La preghiera nutre l’uomo, la donna, che acconsentono a entrare – in tutto ciò che vivono, patiscono, sperano – nel Dialogo con Dio. Conosciuto o ignoto. Vicino o assente. Amato o fuggito. Temuto e desiderato. Tra invocazione e grido. Talora, urlo».

Vedere più lontano il volto di Dio: l’Islam

gerusalemme-chiesa-moschea-croce-mezzaluna-shutterstock_48580450

Incontro con GUIDO DOTTI, monaco di Bose

Cristiani e musulmani possono incontrarsi e convivere? La spiritualità islamica ha qualcosa da dire ai cristiani? La fede divide o aiuta a vincere l’odio?

“Credente in Gesù e innamorato dell’Islam”, si è definito il gesuita Paolo Dall’Oglio. L’Islam è ormai una presenza fissa nelle nostre cronache e nella nostra convivenza quotidiana. Molto spesso è associata a paure e tensioni. Ma noi conosciamo davvero la fede dei musulmani? La spiritualità ci aiuta ad avvicinarci, al di là delle differenze tra le religioni? L’Islam ci può aiutare a vedere il volto di Dio, se guardiamo più lontano, oltre ciò che ci divide? Cerchiamo una risposta non nella teoria, ma nell’esperienza: quella dei monaci di Tibhirine (resi noti dal film Uomini di Dio) che sono andati incontro alla morte per solidarietà con il popolo d’Algeria. Scrive uno di loro: “In fondo al nostro pozzo cosa troveremo? Acqua musulmana o acqua cristiana? In fondo a questo pozzo è l’acqua di Dio”. Guido Dotti conosce bene la loro vicenda per aver curato l’edizione italiana dei loro scritti. Inoltre, lui stesso da anni partecipa a un’esperienza internazionale di dialogo tra sciiti e monaci cristiani con incontri in Gran Bretagna, ad Assisi e a Qom in Iran: “Se insieme lavoriamo per la pace, mostriamo la bellezza di Dio”.

Guido Dotti è monaco presso il monastero di Bose e delegato per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della diocesi di Biella. Ha curato per la casa editrice Qiqajon l’edizione italiana di importanti testi di spiritualità contemporanea, tra cui: Christian de Chergè e i monaci di Tibhirine, Più forti dell’odio; Dag Hammarskjöld, Tracce di cammino; Thomas Merton, La pace nell’era postcristiana.

guido-dotti

20 September 2016, Coatbridge, Scotland: Guido Dotti, Italy, participated in the World Council of Churches consultation on spirituality, worship and mission – Searching for ecumenical spirituality of the Pilgrimage of Justice and Peace. The consultation was convened by the World Council of Chuches, at the Conforti Institute in Coatbridge, Scotland.

Vedere oltre

vedere

Presentazione del tema 2016-2017

Il vedere è associato da sempre alla conoscenza della verità, di noi stessi, del nostro tragitto di vita.

Ma noi sappiamo vedere? Siamo consapevoli di che cosa voglia dire davvero vedere o ci illudiamo, senza andare oltre la superficie delle cose?

«Hanno occhi per vedere e non vedono», dice Ezechiele. Spesso siamo circondati da ombre, incertezze, pregiudizi, false idee, bugie che tolgono limpidezza al nostro sguardo. Vorremmo vedere, ma ci sentiamo brancolare nel buio.

In un cammino spirituale, di cura della vita interiore, lo sguardo si affina e impariamo a “vedere oltre”, più lontano. Con occhi nuovi, cambia il nostro rapporto con il mondo, con gli altri, con Dio; le situazioni che affrontiamo e le scelte che compiamo appaiono sotto una luce migliore.

Dopo il giubileo dedicato alla misericordia, le proposte di quest’anno vogliono aiutarci, in un cammino di crescita umana e di fede, a “vedere altrimenti” alcune realtà e vissuti oggi urgenti e decisivi.

Misericordia e potere: Ludwig Monti in Cattedrale

La misericordia è un amore sovversivo che contesta il potere con le sue ingiustizie. Questo aspetto molto concreto, che la distingue da un sentimentalismo a buon mercato, sarà al centro dell’ultimo incontro dell’itinerario diocesano in Cattedrale voluto dal vescovo Oscar e curato dal Centro di spiritualità. Il precedente incontro del 10 marzo, con la presenza del priore di Bose Enzo Bianchi, aveva avuto un’ampia partecipazione. La sua meditazione aveva messo in luce che la misericordia di Dio si pone come criterio prioritario di comprensione della Rivelazione e della fede cristiana.  Se ci sono dei passi biblici che sembrano contraddirla, vanno compresi correttamente a partire da essa. Per chi volesse riprendere e approfondire l’intervento di fr. Enzo, la registrazione è disponibile in rete sul sito del Centro e gli stessi temi sono esplorati più a fondo nel suo ultimo libro (L’amore scandaloso di Dio, San Paolo).

Per il prossimo appuntamento, “La misericordia e il potere”, interverrà un altro monaco di Bose: Ludwig Monti, che è biblista e autore di vari testi spirituali e di commento alla Scrittura. Tra i suoi libri, con le Edizioni Qiqajon: Le parole dure di Gesù e L’accoglienza cristiana. Sta lavorando a un commento ai Salmi che sarà pubblicato prossimamente. Nella serata del 21 aprile, sarà indagata una realtà di cui tutti facciamo esperienza nei contesti più diversi. Il potere (politico, economico, militare, psicologico…) è presente ovunque, come se fosse il motore del mondo. A seconda dei casi è un desiderio, una tentazione, un peso ingiusto e oppressivo: si vivono relazioni di potere su grande scala, tra gli Stati, come nel piccolo delle relazioni quotidiane, persino in famiglia.

Ludwig

La misericordia cristiana propone una prospettiva “altra”. Gesù ha scelto una strada diversa. Ci fa ripensare i rapporti interpersonali, la chiesa, la vita pubblica, gli affari, il lavoro… provocandoci a criticare il potere e a convertirlo. «L’unico potere di Dio è l’amore disarmato», diceva il filosofo Paul Ricouer. È per questo che il Concilio Vaticano II ha indicato, per la chiesa, la stessa via di Cristo, quella della povertà e delle persecuzioni che rinuncia alla gloria terrena per comunicare agli uomini i frutti della salvezza (cfr. Lumen Gentium, 8). Il sogno di Dio è quello di una chiesa libera dal potere, condiviso da un pastore come Carlo Maria Martini: « Dal sogno di una Chiesa così e della sua capacità di servire la società con tutti i suoi problemi nasce l’invito a lasciarci ancora sognare Lasciateci sognare! Lasciateci guardare oltre alle fatiche di ogni giorno! Lasciateci prendere ispirazione da grandi ideali! Lasciateci contemplare con scioltezza le figure che, come Ambrogio, hanno segnato un passaggio di epoca non con imprese militari o con riforme imposte dall’alto, bensì valorizzando la vita quotidiana della gente, insegnando che la forza e il regno di Dio sono già in mezzo a noi e che basta aprire gli occhi e il cuore per vedere la salvezza di Dio all’opera». La misericordia ci aiuta a dare volto e carne a questo sogno che vince fatiche e paure.

LA MISERICORDIA E IL POTERE

Incontro con LUDWIG MONTI, monaco di Bose e biblista

Cattedrale di Crema, giovedì 21 aprile 2015, h 21

Enzo Bianchi in Cattedrale

LA MISERICORDIA E LE NOSTRE PAURE

con ENZO BIANCHI, priore del monastero di Bose

Cattedrale di Crema, giovedì 10 marzo 2016, h 21

a cura del Centro di Spiritualità

Enzo-BianchiLa paura è una delle emozioni più potenti e oggi più che mai sembra dilagare, congelando la spinta di ciascuno di noi. Chi è colpito dalla paura è come inchiodato, i suoi orizzonti sono chiusi.

Abbiamo paura del futuro, della povertà, del terrorismo e della guerra, dello straniero… A volte abbiamo addirittura paura della vita, paura di amare, paura di Dio.

La misericordia che ci narra il Vangelo è l’anti-paura, è un’esperienza che ci incoraggia e scalda il cuore. Ne parlerà Enzo Bianchi, fondatore e priore del monastero di Bose, voce importante della spiritualità e della società italiana. Tra i suoi ultimi libri: Raccontare l’amore. Parabole di uomini e donne (Rizzoli); Spezzare il pane. Gesù a tavola e la sapienza del vivere (Einaudi).