I luoghi della fede: abitare uno spazio per ritrovare il proprio tempo. Giornata presso il monastero di Viboldone

viboldone_autunno“Abbiamo bisogno di recuperare l’inquietudine provocata dall’arte, che spinge l’uomo a interrogarsi sulla vita.
La grande bellezza di fede e arte è la capacità di aprire feritoie, invitandoci a scoprire il mistero, l’eterno, l’assoluto e il divino”. 

(Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura)

Domenica 2 dicembre 2018
giornata di ritiro presso il
monastero di Viboldone

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Con discernimento: un modo di procedere nella vita

bussolaUna delle domande fondamentali che abitano il cuore dell’uomo è: “Chi sono io?”. Questa domanda non è statica, perché l’uomo è un essere storico: posta in diverse stagioni della vita sarà affrontata in maniera differente. Pertanto è una domanda che dice di una tensione, del desiderio e della volontà che ciascuno di noi ha dentro di sé di “leggersi dentro”, anche solo per fare il punto sulla propria vita e da qui scegliere la strada da intraprendere. Ci si trova così continuamente nella condizione di dover fare delle scelte e, con esse, di decidere di se stessi.
Ma come prendere la decisione giusta? Occorre basarsi solo su ciò che è ragionevole o è possibile anche acconsentire a ciò che ci attrae? Sorge da qui l’urgenza di approfondire  quella capacità dell’animo umano di scorgere in ogni circostanza ciò che corrisponde alla propria umanità e che permette di realizzare a pieno la propria vita, sapendo valutare non solo con la testa, ma anche con il cuore quanto ci accade, coinvolgendo così la totalità di noi stessi.
In questo ci lasceremo guidare da p. Gaetano Piccolo, un attento conoscitore dell’animo umano il quale, attraverso la sua personale esperienza spirituale, maturata mediante la lettura di sant’Agostino e un periodo di formazione in Sri Lanka, ha sviluppato un approccio alla Bibbia che prova a far emergere le dinamiche umane di ciascuno tramite l’incontro con la parola di Dio, affinché il cuore alla ricerca di sé sia illuminato e, in certi casi, guarito.

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GAETANO PICCOLO Gesuita, insegna metafisica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Leggersi dentro. Con il Vangelo di Luca (Paoline, 2018)
  • Il profumo dello sposo. Esercizi spirituali con il Cantico dei Cantici (Paoline, 2018)
  • Leggersi dentro. Con il Vangelo di Marco (Paoline, 2017)
  • Testa o cuore? L’arte del discernimento (Paoline, 2017)
  • Leggersi dentro. Con il Vangelo di Matteo (Paoline, 2016).

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Lunedì 26 novembre 2018, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Programma Centro Diocesano di Spiritualità di Crema 2018/2019

Percorsi di discernimento: il giusto nome delle cose

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DSCF3884Quest’anno il centro diocesano di spiritualità di Crema, propone un percorso di crescita umana e di fede alla scoperta di quella capacità di “vedere in profondità” che è il discernimento.
Questo percorso sarà diviso in tre ambiti:
– Percorso di spiritualità, per nutrire la mente e lo spirito
– In Ascolto, comunità, missione e discernimento alla luce della Parola
– I luoghi della fede, abitare uno spazio per ritrovare il proprio tempo.
Tutti e tre gli ambiti prevedono diversi incontri in cui saranno approfonditi diversi aspetti del “dare il giusto nome alle cose”.

Buon cammino a tutti.

Sperare: infinito presente

speranza_presenteDietro ogni domanda fondamentale dell’uomo, ha scritto il teologo della speranza Jurgen Moltmann, si nasconde una domanda di salvezza: come a dire che al di sotto di ogni quesito sul fine della vita si celi una domanda sulla fine, lasciando così trapelare la speranza in un “oltre” e un desiderio che la nostra vita non finisca, ma sia consegnata all’eternità (e non al nulla). Lo sguardo cristiano su questo domandare la salvezza da parte dell’uomo prende le mosse dal modo in cui Gesù ha parlato di sé e si è rapportato con gli altri e tutte le cose: egli infatti si è presentato come Figlio e come Fratello, due relazioni esistenziali che dicono intimità, partecipazione, immagine e somiglianza, cura.
Da ciò sembra emergere un legame inscindibile tra Gesù – l’Emmanuele, «Dio-con-noi» – e il mondo, al punto da suscitare diversi quesiti sul destino ultimo dell’uomo: in cosa consiste la salvezza? Questa riguarda il singolo individuo oppure occorre allargare il proprio sguardo sino a coinvolgere tutto il mondo delle relazioni che definiscono tale individuo (tenendo conto del fatto che la nostra identità è frutto delle esperienze e delle relazioni che abbiamo vissuto)? Come l’uomo può rispondere alla salvezza offerta come legame? In cosa consiste quella realtà che ci hanno insegnato a chiamare Paradiso? E se la salvezza riguarda tutti gli uomini, l’inferno è vuoto?
Ci lasceremo guidare in questo percorso dalla attenta e originale riflessione di don Giovanni Cesare Pagazzi, teologo tra i più significativi del panorama italiano.

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don GIOVANNI CESARE PAGAZZI sacerdote della diocesi di Lodi, insegna Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, lo Studio Teologico Riunito dei Seminari di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano e all’ISSR Sant’Agostino (diocesi di Crema-Cremona-Lodi-Pavia-Vigevano). È docente di Estetica del sacro all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Il Pastore dell’essere. Fenomenologia dello sguardo del Figlio (con F. Manzi, Cittadella, 2001)
  • In principio era il legame. Sensi e bisogni per dire Gesù (Cittadella, 2004)
  • C’è posto per tutti. Legami fraterni, paura, fede (Vita e Pensiero, 2008)
  • Fatte a mano. L’affetto di Cristo per le cose (EDB, 2013)
  • Questo è il mio corpo. La grazia del Signore Gesù (EDB, 2016)
  • Il garbo del Vincitore (Paoline, 2018)
  • La carne (San Paolo, 2018).

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Mercoledì 18 aprile 2018, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Nel silenzio: parole di speranza

preghieraCome ha scritto Sabino Chialà nel suo suggestivo libro dal titolo Silenzi, «il prodigio del silenzio è giungere a parlare tacendo, a essere espressivi senza usare le parole, ad avere una vita silenziosamente eloquente. Il silenzio è un modo diverso di comunicare e, più in profondità, un modo diverso di essere. E di vivere».
Vivere l’esperienza del silenzio è la condizione fondamentale per mettersi in ascolto dell’altro e di se stessi, per affrontare le grandi domande che ci abitano, ascoltare la voce di Dio che parla in noi e sa accompagnarci con parole ricche di Speranza per la nostra vita.

Con questa sensibilità, il Centro diocesano di spiritualità propone un pomeriggio di esperienza meditativa dal titolo “Nel silenzio: parole di speranza”. Avremo così l’occasione di entrare nel silenzio, trovare un momento in cui fermarsi e ritrovare se stessi attraverso questa fondamentale esperienza umana e spirituale, accompagnati da una guida esperta che sa far sintesi tra le tradizioni dell’Oriente e dell’Occidente. L’incontro sarà condotto da Selene Zorzi, studiosa di Antropologia Teologica e Teologia spirituale, laureata in Filosofia, specializzata in Teologia e Scienze Patristiche e Dottore in Teologia. Selene, oltre a tenere conferenze e a guidare incontri su temi di teologia e spiritualità, mette a disposizione la sua più che ventennale esperienza di vita comunitaria e spirituale per singoli e comunità in trasformazione con interventi di Coaching individuale e di gruppo.
Sarà un’occasione significativa per sostare davanti alla Parola di Dio che risveglia e alimenta la Speranza nel cuore di ogni uomo che voglia accoglierla.

selene

SELENE ZORZI è docente stabile straordinario di Patrologia e Storia della Teologia all’Istituto Teologico Marchigiano e docente invitato presso l’Istituto Teologico Pugliese di Molfetta (2012-2017). Ha insegnato Antropologia Teologica, Teologia Spirituale, Filosofia antica e Patrologia all’ISSR di Ancona dal 2007 al 2017, dove ha ricoperto l’incarico di Vicedirettrice. È Coach ACC accreditata presso la International Coach Federation e detentrice del marchio Epektasis. Life&Spiritual Coaching 2.0.

Tra i suoi libri:

  • La bellezza (di Plotino: introduzione, traduzione e note, Garzanti)
  • Politica ed economia. Uno sguardo spirituale (con Natale Brescianini, San Paolo)
  • Antropologia e teologia spirituale (San Paolo)
  • La felicità (il Margine).

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Primo incontro:
Sabato 17 febbraio 2018, dalle 16:30 alle 18:00
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

Secondo incontro:
Sabato 10 marzo 2018, dalle 16:30 alle 18:00
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema

La speranza non è un idolo

Speranza_idolo“Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso” (Sal 63). Interrogandosi sulla propria vita e sull’esperienza dei propri limiti, l’uomo scopre dentro di sé la presenza di una mancanza che – se positivamente intesa – si presenta come un intreccio tra desiderio e speranza, tra l’esperienza di “sentirsi superati” (Recalcati) e una “spinta nel cuore” (papa Francesco) ad agire verso una meta. Un intreccio capace di generare quella tensione verso un compimento che si fa incontro con ciò che sta oltre quei limiti. Ma se letta in modo negativo, questa mancanza diventa inquietudine, si configura come un vuoto che chiede di essere riempito in qualunque modo e con ogni cosa possa offrire all’uomo un senso di appagamento, anche se a breve scadenza: carriera, potere, denaro, bellezza… Tutti questi elementi, se da singoli aspetti della vita vengono così innalzati al rango di totalità – di “riempitivi esistenziali” – diventano come gli idoli narrati nella Bibbia (Sal 115) ovvero rimedi artificiali (“opera delle mani dell’uomo”). Come evitare di cadere in questa tentazione idolatrica e conservare la speranza? Anche la speranza può essere ridotta ad idolo? Ne parleremo con il professor Alessio Musio, filosofo molto attento alle tematiche attinenti all’umano.

Alessio_Musio

ALESSIO MUSIO è Professore Associato di Filosofia Morale dell’Università Cattolica di Milano.
Fa parte del Comitato Scientifico del Centro Rivista Medicina e Morale. Si è occupato, tra gli altri argomenti, del concetto di “autonomia” nell’ambito del dibattito bioetico, sul “futuro della natura umana” e del rapporto tra sovranità e decisione, con particolare attenzione alla loro problematica declinazione nel modello etico-antropologico sotteso alle nozioni di “capitale umano” e di “impresa di sé’”.

Tra le sue pubblicazioni:

  • Chiaroscuri. Figure dell’ethos (Vita e Pensiero, 2017)
  • Etica della sovranità (Vita e Pensiero, 2012)
  • L’autonomia come dipendenza. L’io legislatore (Vita e Pensiero, 2006).

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Mercoledì 31 gennaio 2018, ore 20:45
Centro Diocesano di Spiritualità, via Medaglie d’oro, 8 – Crema